Gel fotovoltaico, innovazione e perplessità
Oggi all’Energy summit del Sole 24 Ore la Esco Energy, azienda di Potenza, ha lanciato il gel fotovoltaico. E’ stato interessante seguire l’annuncio a fianco di diversi industriali e ingegneri del settore, non esattamente inclini ai facili entusiasmi. Hanno sollevato diverse questioni sulla fattibilità e reale economicità dell’innovazione. Innovazione che però è stata riconosciuta e benvenuta, anche perchè italiana. Qui c’è il pezzo scritto poco fa. E qui l’analisi di Beppe. La prospettiva del gel fotovoltaico è affascinante. L’industrializzazione, invece, per il momento solleva diversi dubbi.
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ottobre 2nd, 2008 at 21:02
Da ricercatore nanotecnologico sarei super contento se un’azienda italiana, tra l’altro del sud (che spesso viene citato come esempio di arretratezza), avesse sviluppato una tecnologia così innovativa!magari….
A questo punto, però, mi viene da riflettere: questo gel andrebbe applicato sulle finestre, precisamente nei doppi vetri (già poco utilizzati in Italia), tra un vetro e l’altro. Ora, a parte il fatto che l’irradiazione solare non è costante e non ha sempre la giusta inclinazione (90°), c’è da considerare che la maggior parte delle abitazioni degli italiani hanno sistemi di protezione dall’irradiazione solare (per esempio le serrande, le persiane o le veneziane) che vengono chiusi durante il giorno, anche, ma non solo, come strumento di difesa dai ladri. Durante il giorno, dunque, la produzione di energia non sarebbe possibile perchè gli italiani sono a scuola, al lavoro, all’Università, ecc. Inoltre, se pure qualcuno rimanesse in casa e lasciasse alzata la serranda o aperta la persiana, se questo gel riduce del 20% l’illuminazione (questo nei primi tempi, perchè immagino che, col passare degli anni, la capacità di trasmittenza diminuirebbe), ciò vuol dire che sarebbe necessario accendere le luci interne per sopperire alla minore illuminazione dovuta al gel. Ma se si accendono le luci, l’energia prodotta da tale microgenerazione sarebbe assorbita dall’energia consumata per illuminare la casa: quando c’è il sole, infatti, basta tenere aperte le persiane per vedere bene in casa, ma se il gel diminuisce la trasmittenza dovrei accendere le luci. Si potrebbe obiettare che, quando non c’è il sole, le luci le accendo comunque, ma è evidente che in tal caso il gel non produrrebbe energia! Considerato ciò mi pare ovvio che questa splendida scoperta non avrebbe successo in Italia perchè l’energia prodotta sarebbe assorbita da un consumo in illuminazione dell’ambiente che prima non era necessario!
Ma, analizzando un’altra ipotesi come quella del raffreddamento degli ambienti con il condizionatore, c’è da dire che, in Estate, lasciando aperti gli scuri (persiane, serrande, ecc), la temperatura interna dell’immobile aumenterebbe, dunque sarebbe necessario consumare più energia per raffreddare l’ambiente interno, energia che però viene prodotta dal gel. Ancora una volta risulta, dunque, ovvio che all’aumentare dell’irradiazione solare la produzione di energia attraverso un gel applicato alle finestre sarebbe fallimentare perchè non farebbe altro che immettere in circolo un’energia necessaria a copriere un consumo (o un over-consumo) che altrimenti non sarebbe necessario!
Per esempio io ora sto con le persiane aperte per far entrare la luce del sole (infatti la luce elettrica è spenta) e con le finestre aperte per far girare l’aria (infatti il condizionatore è spento). Se dovessi tenere chiusi i vetri per produrre energia col gel la trasmittenza ridotta mi imporrebbe di tenere accesa la luce e i vetri chiusi mi imporrebbero di tenere acceso il condizionatore per sopperire alla mancanza d’aria…mi sembra un sistema poco economico l’uso di questo gel, soprattutto considerando il fatto che dovrei comprare nuove imposte, nuove finestre, vetri doppi, ecc.
La domanda ora è la seguente: ci vogliono rendere sempre più consumisti e dipendenti dall’energia o vogliono solo finanziare con soldi pubblici (del contribuente) ricerche poco utili in regioni disagiate?!
Tutto poi perchè in Italia qualcuno ha fatto carriera cavalcando l’onda del no al nucleare e ora non se ne può più parlare (andando ad analizzare i programmi elettorali di PD e PDL non si trova traccia – se non minima – di politiche energetiche volte al nucleare), mentre sarebbe l’unica vera fonta d’energia in grado di svincolarci dal giogo dell’OPEC e della Russia che ci strangolano con l’approvvigionamento energetico!
Scelte politiche!
L’applicazione di tale fantomatico gel la vedrei meglio sperimentabile oltre le Alpi, dove non si usano sistemi di protezione dal sole come finestre o persiane…ma c’è un motivo: lì c’è un’irradiazione solare minore con un’inclinazione non adatta…ancora una volta, dunque, tale innovazione sarebbe poco utile e molto dispendiosa!
ottobre 3rd, 2008 at 15:43
bastano dei cavetti flessibili e l’energia sarebbe prodotta anche con le finestre chiuse .( BA… , ma bisogna per forza trovar dei difetti anche sul SANTO ?)
ottobre 3rd, 2008 at 16:12
HO sbagliato bastano dei cavetti flessibili e avremo energia anche con le finestre spalancate , ma vediamo in seguito se si fermeranno di fronte a una semplice banalita’, ciao a tutti
ottobre 4th, 2008 at 14:31
[...] Avanzano anche delle perplessità di ordine tecnico, certo, ma bisogna leggere il commento di topgun713 per capire che occorre essere anche buone massaie e buoni muratori per inventare nanotecnologie [...]
ottobre 7th, 2008 at 13:58
Suggerisco a Topgun di continuare a fare la massaia. Come “ricercatore nanotecnolgico” mi pare che necessiti solo di un buon elettricista. nemmeno tanto bravo, peraltro…
ottobre 7th, 2008 at 15:08
..si si.. l’offesa è sintomo di intelligenza e preparazione tecnica..si si.. tutti zitti che parla anja.. e non permettetevi a esprimere le vostre opinioni..
ottobre 7th, 2008 at 17:27
No, sinonimo di intelligenza e preparazione tecnica è argomentare con elementi oggettivi e non con dati che si applicano a tutti i sistemi fotovoltaici. Quindi, caro, prima di allagare tutti i blog con lo stesso post del resto ampiamente sbugiardato, cerca di dare oggettività ai tuoi argomenti.
ottobre 10th, 2008 at 10:02
se l’invenzione di questo gel fosse vera sarebbe una rivoluzione.
Comunque penso che di fronte ad aspetti tecnici così innovativi mi sembra sciocco soffermarsi sul fatto che le finestre debbano rimanere aperte o chiuse. Ci sono tantissime altre applicazioni.
Il fatto è che se viene confermata la qualità del prodotto e soprattutto il costo (non ancora chiaro) siamo di frnte ad una possibile alternativa energetica.
ricordiamoci che il volo del primo aereo avvenuto circa un secolo fa era di pochi secondi e il prototipo non poteva neanche virare.
se ci fossimo fermati a questo fatto sarebbe stata una tragedia e non ci sarebbe stato il trasporto aereo.
Una nuova invenzione è sempre qualcosa di positivo, specie nel settore energetico. Le applicazioni poi possono essere buone o cattive ma dipende sempre da altri e non dall’inventore.
concludo sperando che il gel sia una realtà e non una bufala .
ottobre 11th, 2008 at 09:39
09/10/08 – Potenza – Leggo con sorpresa il comunicato del GIFI (Gruppo Imprese
Fotovoltaiche Italiane) dal titolo altisonante “Gel fotovoltaico, nessuna minaccia per l’industria fotovoltaica italiana”. Comprendo così, e me ne dispiaccio, di essere stato frainteso sentendo parlare di minaccia, laddove io credevo di parlare di opportunità.
Mi preme quindi chiarire subito quest’equivoco venutosi a creare con lo stimato Gruppo delle Imprese Fotovoltaiche Italiane che, leggo, avrebbero percepito il lancio del brevetto mondiale della mia azienda, Esco Energy, come una possibile minaccia al loro mercato. Non è così. E in questo senso confermo il titolo del comunicato del GIFI: “Nessuna minaccia per l’industria fotovoltaica italiana”, ma non per incosistenza del prodotto, ma per sua stessa applicazione e per obiettivi diversi che costituiscono il piano strategico di sviluppo della mia azienda nel contesto sociale ed economico in cui si colloca.
Prova ne sia che Esco Energy in primis produce pannelli fotovoltaici tradizionali e si sta affermando a livello nazionale con un progetto, denominato 100000 Tetti Fotovoltaici, secondo il quale installa sistemi fotovoltaici tradizionali a titolo gratuito sia per i privati sia per gli Enti pubblici che lo propongono.
Non sarei un imprenditore se gettassi a mare anni di lavoro e di posizionamento sul mercato, in nome di un new business che, invece, può semmai costituire nuovi orizzonti di applicazione e dare forte impulso al settore cui appartengo.
Ad avvalorare questa non volontà di concorrenza, infatti, spero non sia sfuggito che, nelle numerose interviste da me rilasciate in questi giorni alla stampa nazionale e internazionale, non ho mai parlato di rivoluzione tecnologica nel campo del fotovoltaico e, con doverosa precisione, ho sempre circostanziato che il Gel Fotovoltaico non rende obsoleta la tecnologia tradizionale, ma
ne costituisce un potenziamento e un nuovo orizzonte di ricerca.
Conosco e riconosco, del resto, gli studi che Enti e istituti di ricerca accreditati stanno svolgendo sul fotovoltaico, anche relativamente a gel e film sottili che non sono certo un’invenzione di Esco Energy. Detto questo, mi sia però concesso di essere orgoglioso nel dire che è dalla nostra ricerca che è nata la soluzione alla trasparenza di questo prodotto a base di silicio amorfo – che certo non è di nostra ideazione – aprendo lo scenario a nuove possibilità di applicazione, tra cui le finestre delle abitazioni.
Non mi prendo quindi il merito di una rivoluzione fotovoltaica, né la perseguo, ma difendo, quello sì, l’ingegno dei miei ricercatori nel mettere a punto un brevetto che può andare solo a vantaggio
dell’industria fotovoltaica, tutta e non solo di Esco Energy, e dare nuova linfa vitale a un settore che viene percepito ancora come troppo debole.
Insomma, pensavo e penso di portare una buona notizia per tutta l’Italia (e non solo) che opera nel fotovoltaico, di aprire nuovi sbocchi e nuove possibilità, soprattutto grazie alla via delle sinergie, troppe volte mistrattata in Italia, che credo sia l’unica cavalcabile affinché il nostro Paese, grazie al suo ingegno e alle sue risorse, possa imporsi da protagonista sul mercato mondiale.
Per questo sono rimasto, confesso, perplesso nell’apprendere di timori che non hanno ragione di esistere nei confronti di Esco Energy.
In ultimo, ma non per ultimo, mi approprio delle informazioni dell’ingegnere Alessandro Cariani, responsabile della Ricerca e Sviluppo Esco Energy, per rispondere agli aspetti tecnici sui quali il GIFI chiede maggior chiarezza. Non prima però di anticipare che c’è la totale volontà da parte di Esco Energy di veicolare il maggior numero di informazioni anche se, si capirà e in sede di
convegno ho trovato molti imprenditori che condividevano la mia idea, che in una fase così delicata come il test di un brevetto e la preindustrializzazione una certa riservatezza è più che comprensibili ai fini della tutela del prodotto.
Ecco quindi alcune risposte che ritengo giusto dare. Il prodotto Gel Fotovoltaico, presentato ufficialmente all’ 8° Italian Energy Summit organizzato dal Sole 24 ore, risulta essere una naturale evoluzione rispetto agli attuali prodotti in commercio, così come altri prodotti di cui si discute ampiamente quali per esempio quelli a film sottile.
Va sottolineato che, come riportato dal documento ufficiale del GSE sul nuovo Conto Energia (edizione 2 aprile 2008), “Per la richiesta di accesso alle tariffe incentivanti sono ammessi moduli non certificati nel caso in cui non siano disponibili dei prodotti standard certificati”, come inequivocabilmente nel caso del gel fotovoltaico e del film sottile.
Appare altresì evidente che nessun ente certificatore verrà investito della responsabilità di garantire un processo produttivo non ancora totalmente determinato, benché relativo ad un
composto chimicamente e fisicamente funzionale: come identicamente appare evidente che al momento della preserie industriale di qualifica sarà interesse diretto della società Esco Energy
effettuare tutte le verifiche tecniche e funzionali a maggior garanzia dell’utente finale.
La società è ovviamente disponibile a rilasciare tutti i dati e le informazioni necessarie ai consumatori per una corretta valutazione del prodotto e dell’offerta nel doveroso rispetto del segreto industriale.
Tali dati dovranno essere richiesti presso la società Esco energy, la quale si sta occupando della redazione di una scheda tecnica ufficiale, che permetterà di disporre di dati ufficiali evitando di
riferirsi a valori determinati in base ad articoli o informazioni non ufficiali e quasi sempre basati sull’immaginazione o sul sentito dire.
La tecnologia del gel fotovoltaico sta seguendo lo stesso sviluppo del citato film sottile come è naturale nel progresso e nel miglioramento di prodotti ad alta tecnologia.
Infine ci preme sottolineare che la tecnologia del gel fotovoltaico si inserisce totalmente in quella che è la logica della “tradizionale tecnologia fotovoltaica” con tutti i suoi elementi positivi (risparmio energetico – economico) e tutte le sue problematiche tecniche ed economiche.
In tal senso rientrano i problemi di spazio e di posizionamento del sistema rispetto alla fonte di luce, caratteristici di tutti i moduli fotovoltaici siano essi di natura monocristallina, policristallina, amorfa o in gel.
Quindi, concordiamo con l’interessante affermazione letta in Rete: nessuna minaccia per il settore fotovoltaico, solo una naturale evoluzione di prodotto basata su ricerca italiana e prodotta
in Italia.
Giuseppe Vetere
Presidente Esco Energy
Per informazioni: info@escoenergy.eu – http://www.escoenergy.eu
ottobre 13th, 2008 at 14:58
Sicuramente le prospettive che si intravedono con l’utilizzo del gel fotovoltaico sono entusiasmanti;ma qualunque sia il materiale utilizzato come vettore,è comunque la scelta a favore di questa fonte alternativa a risultare vincente. Basti pensare che, in base a recenti studi, risulta che basterebbe rivestire di pannelli solari una superficie desertica di medie dimensioni per supplire al fabbisogno energetico dell’intero pianeta.
novembre 5th, 2008 at 10:16
Discutere sulle finestre aperte o chiuse mi sembra estremamente pleonastico.
Se il gel solare funziona effettivamente sarebbe la domanda da porsi.
Le applicazioni di una nuova invenzione sono una cosa che viene da se e che oggi neanche possiamo immaginare. Pensiamo per esempio alla possibilità di costruire pannelli diversi da quelli oggi in commercio con una infinità di benefici sia in termini di costo che ambientali.
Ma questo gel funziona? come è fatto? Quanto costa? sul sito della ESCO ci sono notizie un po’ vaghe. Qualcuno ha delle informazioni più precise o puo indicarmi delle fonti diverse?
Un saluto a tutti
dicembre 12th, 2008 at 14:58
Sono stato nel punto energy della Esco…il gel?…a mio parere una gran bufala!!!!
Mi son trovato di fronte due persone dove dopo numerose mie domande a carattere tecnico (son un tecnico di professione)mi son sentito dire:”…per il momento il gel lasciamolo stare nn si sa ancora…meglio parlare dei pannelli tradizionali…” (tralaltro nemmeno costruiti da loro!!!!).
Mi han messo in mano un profilato mini infisso di alluminio riempito con dell’olio e non gel…. ovviamente alla richiesta di dimostrazione di produzione di energia elettrica mi son sentito dire :”… mi spiace ma non abbiamo qui il test per poterglielo dimostrare…ma le assicuro che funziona!”.
Dire che mi veniva da ridere è dir poco… ma la cosa più grave è sentirmi proporre una possibile collaborazione con apertura di punti in franceising (tralaltro con una richiesta di 35.000,00 €) per vendere lampadine a risparmio energetico e pannelli solari tradizionali (fatti dalla riello)!!!!!
Per forzare la cosa ho chiesto di poter visionare o di conoscere l’indirizzo della loro azienda di produzione…. :”… non possiamo dirvi nulla per ovvi motivi di spionaggio industriale…”
Queste son cose da matti!!!
Cmq, non contento mi son recato alla loro sede amministrativa…suono al citofono di un normalissimo appartamento… nessuna risposta!!!!
A voi le considerazioni….
marzo 3rd, 2010 at 09:16
In effetti al momento non ci sono grandi prospettive a mio modo di vedere, specie per i costi di investimento che risultano essere troppo rilevanti. Ma come sempre sarà il tempo e il mercato a fare il suo corso