Ecologia 2.0

Spunti di ecologia partecipativa
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Archive for gennaio, 2008

La polizia francese e Linux

gennaio 31, 2008 By: lele Category: FLOSS No Comments →

erano stati i primi a sperimentare office e adesso decidono di interpretare completamente la migrazione al FLOSS.

"La “gendarmerie” già nel 2005 aveva adottato del software open source per per gestire le applicazioni office.
Adesso quella amministrazione ha deciso di convertire gradualmente i suoi 70.000 computer a Linux Ubuntu.
Introdurremo Linux ogni qualvolta dovremo sostituire un PC – ha dichiarato il colonnello Nicolas GeraudQuest’anno facciamo conto di cambiare dai 5.000 agli 8.000 computer e dai 12.000 ai 15.000 nei prossimi quattro anni, in modo tale che entro il 2013-2014 tutti i nostri PC utilizzino Linux Ubuntu”.

In modo molto lucido i motivo della migrazione vengono spiegati: riduzione del peso dei fornitori nelle scelte, aumento dell’indipendenza interna della struttura, riduzione dei costi.

Fonte France Presse via Vnunet

Ieri pomeriggio i valenti partecipanti al tavolo Politicadelsoftware si sono riuniti per cominciare una azione di pressione dal basso affinche’ Regione Lombardia prenda in esame la necessita’ da parte della pubblica amministrazione di migrare al FLOSS.

biciclismi

gennaio 30, 2008 By: lele Category: recensioni No Comments →

la blogosfera rappresenta uno spazio davvero sterminato dove trovare informazioni, indicazioni e sollecitazioni.

Un blog particolarmente interessante, animato e divertente e’ I like bike che nonostante l’anglicismo dell’url e’ italianissimo.

Si parla di biciclette e di mobilita’ sostenibile, lo sguardo e’ ampio e i post sono interessanti. Merita un posto nel blogroll.

Una per tutti la notizia di stamattina, con la bici si puo’ risolvere il problema dell’energia elettrica, leggere per credere :-)

blog in crescita esponenziale

gennaio 29, 2008 By: lele Category: web No Comments →

Ormai non e’ piu’ una novita’, la comunicazione attraverso il web sta crescendo molto rapidamente, e lo strumento blog e’ senz’altro uno dei piu’ gettonati.

Ovviamente l’interfaccia intuitiva, la grande quantita’ di servizi gratuiti di ottimo livello rendono la produzione di contenuti molto semplice.

Via Tommaso i dati di technorati.

Moltissimi i blog aggiornati costantemente.

Si parla di 112 milioni di blog con una crescita giornaliera di 120.000 unita’.

Sono numeri molto grandi che spiegano per’ l’attenzione sul tema.

Il software libero e’ una risorsa

gennaio 22, 2008 By: lele Category: FLOSS No Comments →

Leggiamo sul sempre prezioso gnuvox una interessante articolo sull’adozione del software libero a Imola.

E’ una esperienza molto avanzata e di rilievo, denota attenzione alle tematiche della liberta’ della conoscenza, dell’ambiente e degli acquisti etici.

Noi ci stiamo provando da tempo, ma pare che in Lombardia su questi temi ci sia scarsa attenzione.

Al momento software libero vuole dire risparmio secco per l’acquisto di licenze, gestione autonoma della vita delle macchine, possibilita’ di riutilizzare pc cosiddetti obsoleti, possibilita’ di ottenere prodotti fortemente personalizzati sulle singole esigenze, oltre che aderenza ai dettami del CNIPA.

La proposta di legge al momento e’ arenata, ma siamo fiduciosi che si possa riprendere a discutere.

Le buone prassi fanno scuola in Italia e in Europa, speriamo che Regione Lombardia, sedicente regione traino dell’Italia, si renda conto dell’occasione e la colga.

Il bollo auto e i balzelli di Regione lombardia

gennaio 17, 2008 By: lele Category: Senza categoria 4 Comments →

Stamattina su Sprechilombardi compariva una lamentela di un cittadino che si e’ reso conto che pagare il bollo auto dal sito messo a disposizione della regione comportava un costo aggiuntivo in percentuale sulla transazione da effettuare.

Ovviamente il cittadino si lamenta di questo perche’ non ha obiettivamente alcun senso. L’utilizzo di strmenti web infatti dovrebbe da un lato migliorare il servizio per i cittadini, dall’altro diminuire i costi per la pubblica amministrazione, che snellisce i processi e taglia costi.

Beh, non e’ cosi’. In regione Lombardia i servizi web fanno lievitare i costi.

A seguire il comunicato stampa del consigliere Saponaro sulla questione.

Sara’ interessante leggere la risposta all’intetrrogazione.

 

"Bollo on line sul sito della Regione? Ti costa fino a 4,17 euro in più!

Solo una regione alla rovescia può varare
la "tassa regionale su internet"

 

 

Milano, 17 gennaio 2008 – Il bollo auto puoi pagarlo anche on line tramite il sito della Regione Lombardia. Ma se il cittadino lombardo si aspetta che il pagamento su internet, come sempre avviene, sia più economico o almeno pari a quello in posta, si sbaglia. On line il cittadino paga in più il 2% dell’importo dovuto (partendo da un minimo di 2,32 euro) se sceglie il sistema Taxtel, e 2% del dovuto più un fisso di 1,55 euro con il metodo Bollonet (ACI).

 

Per fare un esempio, se si possiede un’automobile euro 4 dalla potenza di 51 kw si pagano da 2,62 euro 8con il Taxtel) fino a 4,17 euro (con il Bollonet) di maggiorazione, mentre se si possiede una vettura euro 0 il conto passa a un salasso da 3,06 (Taxtel) fino a 4,61 euro (Bollonet).

    

"Sembra di non essere neppure in Lombardia" commenta il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro. "Ovunque nel mondo – prosegue – le imprese si sono aperte all’e-commerce, le banche e la pubblica amministrazione hanno attivato i pagamenti on line e i cittadini sempre più numerosi ne usufruiscono. E’ e deve essere un risparmio per entrambi. Niente code per i

cittadini, niente costi di personale per la PA, servizio migliore a costi ridotti. Invece non è cosi’ per i cittadini lombardi. Siamo al medioevo, ai balzelli ingiustificati, al "chi siete, cosa fate, cosa portate? Un fiorino!" di Troisi e Benigni."

 

Il Consigliere Saponaro presenterà nei prossimi giorni un’interrogazione all’assessore alle reti Massimo Buscemi per avere spiegazioni sulla tassa internet regionale e per chiederne l’immediata cancellazione."

Su ecopass di Milano

gennaio 12, 2008 By: lele Category: ecopass 6 Comments →

Maurizio Baruffi e Enrico Fedrighini sono i consiglieri comuniali verdi a palazzo Marino.

Il provvedimento sull’ecopass appena inaugurato rappresenta un tema estremamente caldo. Pubblichiamo qui il loro contributo.

Piove, governo ladro!. Si può decidere di interpretare così il ruolo dell’opposizione in Consiglio Comunale a Milano. Oppure si può ragionare, liberamente e criticamente, sulla qualità di un provvedimento – il famigerato pedaggio chiamato Ecopass – che si propone di attuare una politica di riduzione dell’inquinamento e di contenimento del traffico in città. Dopo più di dieci anni di criminale inerzia amministrativa di tutti gli enti locali territoriali nella lotta al traffico e allo smog (nonostante i limiti di legge imposti e le ripetute violazioni alle direttive europee previste per tutelare la salute dei cittadini), per la prima volta l’avvio della soluzione dei problemi originati dal traffico privato e dal derivante inquinamento atmosferico non vengono rimossi o affidati alla provvidenza, bensì affrontati con una misura concreta.
Questo, per i Verdi e crediamo anche per tutti i cittadini milanesi, è di per sé una buona notizia. Anche se ad agire è un’amministrazione comunale di colore analogo a quella che nei dieci anni trascorsi non ha fatto nulla in proposito. Anzi, continuando a favorire il disordine speculativo urbanistico con l’accumulo di progetti e funzioni urbane prive di una rete di trasporto pubblico, ha peggiorato la situazione.Piuttosto che niente, meglio piuttosto, ha giustamente scritto il Manifesto. Questo “piuttosto”, secondo il nostro modo di concepire il ruolo dell’opposizione, deve rappresentare un punto di partenza che va incalzato e aggredito in modo continuo, al fine di promuovere effetti utili irreversibili sul sistema complessivo della mobilità urbana.

Alcuni amici della sinistra cosiddetta “radicale” presenti in consiglio affermano, legittimamente, di non credere all’utilità di questo provvedimento, ritenendolo inefficace e iniquo. E propongono misure a loro modo di vedere ben più radicali ed eque, come la chiusura del centro.

La chiusura del centro storico in effetti è uno dei provvedimenti più avanzati presi nelle principali aree urbane europee. Venticinque anni fa, però. A Milano nel 1985, per la precisione. Nel corso degli ultimi decenni alcune cose sono cambiate; il tasso di motorizzazione è notevolmente aumentato e la dispersione su tutto il territorio urbano delle attività economiche ha consigliato l’abbandono della misura (tranne nei piccoli centri) per due ragioni sostanziali: l’eccessivo elenco di deroghe e permessi necessari per consentire ai veicoli commerciali e dei residenti l’accesso all’area e la sostanziale ininfluenza del provvedimento di chiusura sul resto della città. Un effetto originato dalla chiusura di aree centrali è indubbio: l’aumento esponenziale del valore immobiliare delle più pregiate aree urbane, trasformate in isole felici; obiettivo che però stentiamo a inserire nell’agenda delle cose da fare “di sinistra”.

La fiscalità ambientale introdotta con Ecopass, secondo il principio “chi più inquina paga”, produce effetti sul sistema economico del commercio e della distribuzione: ora che l’inquinamento prodotto non è più un problema da “esternalizzare”, scaricandolo sulla città e sui nostri polmoni, bensì un “costo” economico / sociale che l’impresa è costretta a inserire in bilancio, ecco che Poste Italiane annuncia la riconversione ai veicoli elettrici e le società di autonoleggio puntano sugli ibridi a Milano come progetto pilota. Per i polmoni dei milanesi, anche queste non sono cattive notizie.

La scommessa Ecopass sta in piedi a determinate condizioni, che noi Verdi abbiamo da subito posto come elementi sui quali misurare l’efficacia del provvedimento: ogni centesimo incamerato va investito sul trasporto pubblico, sulle corsie riservate, sui percorsi ciclabili e sulla riduzione delle fonti inquinanti. Occorre un costante controllo politico e sociale su questo, affinchè l’aumento dei passeggeri che dal 2 gennaio affollano le già sature linee della metropolitana e i mezzi di superficie sia solo l’inizio e altri cittadini, milanesi e dell’hinterland si convertano al trasporto pubblico. Occorre trasparenza sui dati del traffico e dell’inquinamento, sull’aumento reale di offerta del trasporto pubblico nell’area metropolitana, sui costi e sui ricavi della operazione Ecopass, sulle responsabilità di chi ha causato gravi errori nel sistema informativo e gestionale dell’Ecopass.

Non è tutto oro quel che luccica, ma prestare il fianco alla campagna orchestrata dal partito dell’automobile a tutti i costi è un errore imperdonabile.

Maurizio Baruffi, Enrico Fedrighini, consiglieri comunali dei Verdi a Milano

 

Segnaliamo anche una interessante iniziativa di David Orban la mappa su googlemaps della zona interessata dal provvedimento. L’invito e’ a contribuire con le segnalazioni dei varchi.

Possibile che in Comune a Milano nessuno conosca googlemaps