Abusi edilizi Verdi, Pd e Lega: “Ponzoni si dimetta”
La famiglia dell’assessore all’ambiente è coinvolta in uno scandalo immobiliare legato alla costruzione senza permesso di una villa edificata a Cesano Maderno (Mb)
“Gli approfondimenti emersi, che confermano l’abuso edilizio commesso dai famigliari di Ponzoni, ci fanno ribadire la richiesta di dimissioni. Il massimo vertice regionale che si deve occupare di difendere l’ambiente non deve neanche essere sfiorato dal solo sospetto di abusi edilizi”.
Con queste parole i consiglieri regionali di Pd e Verdi, Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, ribadivano (e ribadiscono tuttora) la richiesta al presidente della giunta Roberto Formigoni di revocare l’assessore regionale all’ambiente Massimo Ponzoni, la cui famiglia (moglie, cognato e suocera), come ha riportato il quotidiano la Repubblica, citando fonti inoppugnabili, è coinvolta in una vicenda di abuso edilizio nel comune di Cesano Maderno.
Le fonti, come riportiamo anche noi, sono l’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia del 22 gennaio scorso, che respinge la richiesta di annullamento dell’ordinanza del Comune, che impone l’abbattimento dell’immobile di proprietà della moglie dell’assessore all’ambiente, appunto perché abusivo.
Dalle mappe catastali relative all’immobile che il Tar ha ordinato di radere al suolo risulta con evidenza che il foglio 30 particella 201 si riferisce a un edificio classificato A7 (abitazioni in villini, secondo la tabella ufficiale delle categorie catastali) non di 80 metri quadri, come ha cercato di spiegare Ponzoni, ma composto da una taverna e da un piano terra di 85 metri ciascuno. Il Tar nel dispositivo ha inoltre accusato i parenti dell’assessore “di aver presentato documentazione dolosamente infedele in ordine alla data di ultimazione dei lavori”, per questo gli atti sono stati trasmessi alla procura della Repubblica competente per il reato di falso.
“L’esponente della giunta, nel tentativo di difendersi, ha sostenuto essere un rustico ciò che invece risulta essere un villino di proprietà della moglie e del cognato a Cesano Maderno, che il Tar della Lombardia ha decretato essere abusivo e pertanto da abbattere”, rilanciavano i due consiglieri regionali respingendo i tentativi di minimizzare l’accaduto di Ponzoni, che ha detto anche di non abitare a Cesano ma in un altro comune.
Ma questo, per i due esponenti, non è motivo sufficiente: “Un assessore all’ambiente non può assistere al fatto che l’abuso sia commesso e che per di più i propri famigliari chiedano, fortunatamente invano, di sanarlo. Per questo crediamo che non sia adatto a fare il responsabile dell’ambiente. In quel ruolo serve una figura al di sopra di ogni sospetto, che metta al primo posto la lotta all’abusivismo e la tutela del territorio lombardo. Di questo grave infortunio Formigoni non può non tenerne conto”.
Un po’ tutta l’opposizione ha rimarcato che i fatti riportati dall’ordinanza del Tar, che coinvolgono direttamente la famiglia di Massimo Ponzoni, “lo rendono incompatibile con un ruolo che dovrebbe avere come precondizione il rispetto delle regole e come mandato la difesa del territorio, la lotta all’abusivismo e la tutela dell’ambiente. Non ci sono altre possibilità: deve lasciare l’incarico”.
Anche nella maggioranza si registrano forti malumori. La Lega nord non fa sconti. “Trovare parole per giustificare a tutti costi quanto è successo non è facile – commentava con Repubblica il capogruppo del Carroccio in Regione Stefano Galli -. In questo momento sarebbe opportuno un gesto importante da parte dell’ assessore Ponzoni per non rendere complicata e difficile la vita all’ interno della maggioranza sarebbe bene che ne traesse da solo le conseguenze”.
M.V.

