Ecologia 2.0

Spunti di ecologia partecipativa
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Archive for the ‘sicurezza’

Siam falangi audaci e fiere, pronte a osare, pronte a ardire

giugno 12, 2009 By: marcello Category: sicurezza 1 Comment →

Stanno per arrivare a Milano, anzi ci sono già ma si costituiranno ufficialmente il prossimo 13 giugno. Sono i nazisti dell’Illinois in salsa meneghina, quelli della Guardia Nazionale Italiana. Buffi e abbruttiti nelle loro divise kaki (ora grige) come le macchiette naziste nei Blues Brothers, vogliono farsi “Ronda” e aspettano la pubblicazione del decreto Maroni sulla sicurezza.

L’equipaggiamento è di tutto rispetto: tra simboli nazisti, elmetti simil-wehrmacht e acquile imperiali.

Peacereporter ha intervistato il loro fondatore, uno che

(…) è rimasto l’unico depositario del simbolo dell’Msi di Almirante, è il sedicente ex agente segreto della Nato e del Sismi, ex ‘gladiatore’ed ex massone che già nel 2003 provò a creare un gruppo paramilitare di ‘camice grigie’ (i Reparti di Protezione Nazionale) e che nel 2005 venne arrestato per l’oscura vicenda dei ‘servizi paralleli’ (il Dssa, Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo, diretto da Gaetano Saya e Riccardo Sindoca): una “banda di pataccari” secondo l’allora ministro degli Interni Pisanu, che però risultò avere rapporti con i vertici degli apparati di sicurezza dello Stato, in particolare con i servizi segreti militari. (…)

via http://www.marcellosaponaro.it/blog/

Una legge scritta col culatello

aprile 23, 2009 By: marcello Category: Saponaro, diritti e non, sicurezza No Comments →

Giornali, politici e cittadini discutono dell’interpretazione della legge il giorno dopo l’approvazione. Come mai? Perchè la legge è scritta così male e con così tante subordinate che neppure dopo averla approvata si è sicuri dell’interpretazione.

La legge è la famosa legge sugli artigiani che vendono alimenti direttamente al pubblico. L’articolo 2 recita così:

Art. 2 Comma 2. E’ consentita la vendita, da parte delle imprese artigiane, degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato nei locali adiacenti a quelli di produzione, con esclusione degli spazi esterni al locale ove si svolge l’attività artigianale, tramite l’utilizzo degli arredi dell’azienda e di stoviglie e posate a perdere, ma senza servizio e assistenza di somministrazione.

La tesi principale, avvalorata anche da tutti i giornali lombardi Corriere in testa è il divieto di consumare gelati, kebab e pizze fuori dai locali.

La tesi del relatore è che sono vietati solo i tavolini e le sedie. Allora l’amico Saffioti dovrebbe, però, spiegarci per quale ragione ha accettato, votato (e quindi approvato) l’emendamento del Consigliere Alessandro Cè che modifica il titolo della legge come segue:

“Disciplina della vendita da parte delle imprese artigiane di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato nei locali dell’azienda“.

Io penso questo: se un vigile volesse mai multarmi perchè mangio un gelato su un punto qualsiasi del continente che non sia il suo pianerottolo lo denuncio per violenza privata.

E’ un articolo scritto male, evidentemente, come male è stata scritta tutta la legge. E come spesso avviene per le leggi regionali dovremo aspettare l’interpretazione autentica dalla magistratura…

L’articolo più importante e più deleterio, per la vivbilità delle nostre città, per i diritti dei consumatori, per la sicurezza delle strade, però è un altro. Questo:

Art. 3 Comma 1. Gli orari di apertura e chiusura al pubblico delle imprese artigiane di produzione e trasformazione alimentare che effettuano la vendita dei propri prodotti per il consumo immediato sono rimessi alla libera determinazione degli imprenditori, nel rispetto della fascia oraria compresa dalle ore sei alle ore una del giorno successivo (…)

Dopo aver cambiato il titolo alla legge, ora dovrebbero cambiare il nome al partito. Perchè di libertà ne rosicchiano un tanto al trancio.

 

Verso la giustizia “fai da te”?

settembre 25, 2008 By: lele Category: sicurezza No Comments →

di Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura di Milano.

…L’ossessione securitaria sta producendo frutti avvelenati. La paura, a forza di essere evocata e alimentata, sta facendo slittare il paese verso qualcosa di simile al Far West.

La paura è oggi un problema reale, ma non trae origine da un presunto aumento della criminalità, per altro smentito dai dati statistici, ultimi quelli dell’Istat pervenuti proprio in data odierna ( il numero di omicidi  è sceso dal 2000 ad oggi da 13,1 a 10,3 per milioni di abitanti, il che fa dell’Italia uno dei paesi più sicuri a livello europeo ). La paura è innescata e alimentata dallo spaesamento e dallo sradicamento dei cittadini in quest’epoca di globalizzazione e di mutazioni accelerate.

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