Sono passati poco più di dieci anni dall’emergenza per la chiusura della discarica di Cerro Maggiore, finalmente la Provincia si è dotata di un nuovo piano
per lo smaltimento, ma la lobby dei termovalorizzatori vuole modificarlo
L’emergenza rifiuti in Campania sta creando grande impressione nell’opinione pubblica. Sarebbe lungo spiegare le ragioni della situazione di Napoli. Certo conta il grande traffico di rifiuti, molte volte tossici e di carattere abusivo, che per decenni si è sviluppato dal Nord industrializzato verso la Campania; certo c’entra il fatto che le discariche fossero gestite dalla camorra; ma c’entra anche l’incapacità delle istituzioni che non hanno saputo o voluto organizzare un sistema integrato di trattamento dei rifiuti con al centro la raccolta differenziata, il compostaggio, ma anche gli impianti necessari e non eliminabili di termovalorizzazione e di discarica. Troppo si è cavalcato una protesta che molte volte ha motivazioni vere (a Pianura vogliono riaprire una discarica che è stata in attività non molto controllata per 45 anni!!!!), ma molte volte è strumentale e immotivata. A mio avviso, pur con tutte le garanzie di impatto ambientale nella localizzazione, non si impedisce un termovalorizzatore per le nano particelle quando poi con l’emergenza si bruciano i rifiuti nelle strade mettendo in circolo particelle di diossina grandi come siluri. Certe posizioni oltranziste fanno molto male ai Verdi e all’ambientalismo. In Lombardia, dove abbiamo negli anni ‘90 vissuto una emergenza simile, non abbiamo in alcun modo permesso strumentalizzazioni e ora non possiamo permettere in alcun modo che sia depotenziato il sistema integrato con al centro la raccolta differenziata, l’unico che garantisce di evitare l’emergenza rifiuti.
Allora diciamo subito e con chiarezza che un nuovo grande inceneritore a Milano non serve. E’ vero la Provincia di Milano già oggi non è autosufficiente e scarica i suoi rifiuti sulle Province lombarde, fuori Regione e in Germania. (vedi tabella a sinistra, in alto)
Il principio di prossimità (smaltire i rifiuti vicino a dove sono prodotti) è fondamentale, ma non è un corretto criterio di pianificazione quello di mirare ad una autosufficienza provinciale totale (ogni provincia ha un inceneritore, una discarica e un impianto di compostaggio – sarebbero troppi e insostenibili), specie per una Provincia come quella di Milano che è metà della Lombardia e dove agisce la nuova società A2A (Amsa Milano; AEM Milano; ASM Brescia, che aveva già inglobato la Bas di Bergamo) che essendo un gestore integrato tra Milano, Brescia e Bergamo credo che qualche ragione di sinergia dei piani debba prevederlo. Criterio più corretto è quello delle relazioni tra province con mutuo soccorso e scambio di tipologie di rifiuti in impianti adeguati di diversa natura. Quello che non accettabile è il non rispetto del sistema integrato e il solo trasferimento di rifiuti da Milano a fuori.
A questo proposito è interessante analizzare il dato di sviluppo della raccolta differenziata al 2011 del Piano provinciale che si pone l’obiettivo del 52,7%; scomponendo i dati si ottengono questi parziali: Provincia (senza Milano) 59,7%; Comune di Milano 40,1%; Provincia Milano al 2009, 51,3%; Provincia di Monza al 2009, 58,8%.
È Milano città (insieme a Sesto e Segrate) quindi che sballa i conti, li sballa già oggi e solo con alcuni trucchi (conteggia nella raccolta differenziata un 5,5% di organico ottenuto da selezione meccanica, che non va in alcun modo in compostaggio, ma in discarica) rispetta l’obbligo del 35% di raccolta differenziata, prevista dalla legge da raggiungersi, però, già nel 2003. Oggi Milano è fuori legge proprio perché non rispetta questo obbligo di legge e non vuole fare la raccolta differenziata dell’umido.
Eppure anche con questa premessa il presidente della giunta regionale Roberto Formigoni, il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, l’assessore comunale milanese ai rifiuti Cadeo negli ultimi tempi in modo scomposto invocano un secondo inceneritore da 500.000 t/anno.
Il dato 507.000 t/a è indicato in una tabella di previsione del Piano Provinciale ed è cosi determinato: 107.000 t/a di rifiuti e flussi derivanti che non trovano smaltimento in provincia; 100.000 t/a riserva aggiuntiva; 100.000 t/a fanghi da depurazione reflui urbani; 200.000 t/a scarti da recupero rifiuti speciali.
Credo che fanghi da depurazione e speciali debbano essere esclusi da un ragionamento sui trattamenti termici. Per i fanghi sono ipotizzabili alternative (digestione anaerobica o essiccazione e recupero in agricoltura), e per gli speciali, e in genere per la frazione secca residuale da raccolta differenziata dei rifiuti urbani, davvero ha senso la produzione di CDR da usare nel sistema industriale esistente (per esempio cementifici), o in impianti dedicati magari in sostituzione di vecchi impianti di produzione di energia.
Allora all’allarmismo sparso a piene mani da Formigoni, Penati e Cadeo, che indicano nel 2011 una emergenza come a Napoli se non si fa un megainceneritore, noi con grande realismo diciamo che l’emergenza avverrà anche prima del 2011 (impensabile avere un inceneritore in tre anni!!!!), se Milano città non farà la raccolta dell’umido togliendo fino al 30% di rifiuti dalla massa totale degli stessi.
Vogliamo essere precisi: la risposta di fare un secondo mega inceneritore è una risposta sbagliata da respingere con forza e organizzeremo il conflitto ambientale nelle localizzazioni previste. Al tempo stesso diciamo, però, con grande chiarezza che dobbiamo proporre anche più di un impianto ma adeguato alle esigenze attuali e future, puntando su compostaggio, recupero a biogas, produzione di CDR e suo utilizzo.
Gianluigi Vecchi
Smaltimenti extraprovinciali
fonte: elaborazione Piano Provinciale luglio 2007
38.000 t/a ad Accam Busto Arszio VA
26.000 t/a a Lomellina Energia Parona PV
27.000 t/a a Fertilvita Corteolona e Giussago PV
9.000 t/a a Econord Gorla Maggiore VA
1.500 t/a a Rea Dalmine BG
6.000 t/a a A2A a Brescia
71.000 t/a ceneri e scorie incenerimento in Germania
un imprecisato quantitativo fuori Regione
Situazione Rifiuti Provincia di Milano
fonte: elaborazione Piano Provinciale luglio 2007
Provincia di Milano dati anno
Produzione rifiuti annua 1.917.634 t/a
Raccolta Differenziata 42,8% 820.748 t/a
Produzione procapite 500Kg/ab/a 208kg/ab/a di RD 292kg/ab/a di indifferenziato
Indifferenziato inviato a smaltimento 1.096.886 t/a
Provincia di Milano dati giorno
Produzione rifiuti giornalieri 5.253 t/g
Raccolta differenziata 2.248 t/g
Indifferenziato inviato a smaltimento 3.005 t/a
Bilancio impiantistico annuale
fonte: elaborazione Piano Provinciale luglio 2007
Data la produzione di rifiuti e data la percentuale di Raccolta Differenziata si devono smaltire in Provincia di Milano 1.096.886 t/a
L’impiantistica operante
Compostaggio + termovalorizzazione è pari a 837.000 t/a
Il fabbisogno impiantistico per raggiungere l’autosufficienza provinciale, tenendo conto che già oggi la provincia di Milano smaltisce in impianti fuori provincia, è pari a 259.886t/a
Bilancio impiantistico quotidiano
Produzione 5.253t/g
Raccolta differenziata 2.106t/g
A smaltimento 3.005t/g
Impiantistica di smaltimento 2.292t/g
Fabbisogno impiantistico per l’autosufficienza 713t/g
Impiantistica provinciale
fonte: elaborazione Piano Provinciale luglio 2007
Impianti TMB
Lacchiarella Fertilvita bioessicazione con prod. CDR 75.000t/a
Mediglia Servizi ecologici triturazione, vagliatura e trasbordo 99.000 + 9900t/a
Amsa Maserati tritovagliatura 240.000t/a
Amsa Silla 2 tritovagliatura prima dell’impianto incenerimento 450.000t/a
Impianti compostaggio
Cologno Econord 30.000t/a
Lacchiarella Fertilvita 38.000t/a
totale compostaggio 68.000t/a
Impianti Termovalorizzazione
Trezzo Ambiente 165.000 t/a
Milano Amsa Silla 2 450.000 t/a
Desio Brianza Energia 75.000 t/a
Sesto Core 79.000 t/a
totale inceneritori 769.000t/a